Andrea Branzi

Andrea Branzi (www.andreabranzi.it), nato e laureato a Firenze, architetto, designer, storico e teorico italiano del design. Esponente di rilievo del Nuovo design italiano, ha fatto parte dal 1964 al 1974 del gruppo Archizoom Associati, con G. Corretti, P. Deganello e M. Morozzi, di cui è stato uno dei fondatori, gruppo protagonista del movimento radicale. che, sviluppando progetti nel campo dell'architettura e nella ricerca urbana (No stop city, 1970), ha impostato le tematiche di fondo dell'architettura radicale. Il gruppo si è occupato anche di design. Del 1966 è la fondamentale mostra Superarchitettura insieme al Superstudio. Negli anni del radicale di maggior dibattito teorico, fondamentali i suoi interventi critici su «Casabella» (diretta da Mendini) con saggi e con le Radicals Notes. Nel 1972 partecipa con gli Archizoom a Italy: the New Domestic Landscape la mostra curata da Emilio Ambasz al MOMA di New York e nel 1973 alla fondazione della Global Tools. Inizia in quegli anni anche la progettazione di oggetti di design (Dreambeds 1967, Superonda 1967 per Poltronova, divano Safari 1967, poltrona elastica Mies 1969/70 per Poltronova , poltrona Aeo 1973), che saranno i primi esempi di una ricerca sperimentale che continua tuttora. Archizoom si è sciolto nel 1974. Negli anni '70 è membro di CDM (Consulenti Design Milano) con i quali vince il Compasso d'Oro nel 1978 per le sue ricerche sul design primario, e pubblica i suoi studi sul design ambientale (Decorattivo 1 e 2) e sul design del colore (I colori dell'energia, 1975, I colori prechimici, 1976, I colori dell'ambiente, 1977). Tra il 1974 e il 1976 B. ha promosso, con E. Sottsass jr., la Global Tools, "Libera scuola per la creatività individuale", il primo laboratorio progettuale di massa. Partecipa ad Alchimia e nel 1981 aderisce a Memphis. È tra i fondatori della Domus Academy di Milano, che dirige dal 1983 al 1987 e della quale è vicepresidente dal 1988. Nel 1986 pubblica Animali domestici: lo stile neo-primitivo, in cui illustra una nuova ricerca sull'ambiente domestico. Nel 1991 allestisce a Firenze la mostra Il Dolce Stil Novo della Casa alla quale chiama a partecipare i migliori designers di interni. Nel 1993, con Ettore Sottsass e Michele de Lucchi è responsabile per la ricerca e l`esposizione di Citizen Office per la Vitra. La sua attività si svolge tra il design (per esempio Animali Domestici, 1986, e la libreria Gritti per Memphis, 1981) la critica (La casa calda, 1982, la curatela della mostra alla Triennale e del volume Design Italiano 1964-1990 nel 1996) e l'architettura (2° premio al concorso 'Manhattan Waterfront', 1988). Suoi oggetti sono stati prodotti da Alessi, Cassina, Vitra e Zanotta. Il 16 maggio 2008 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Disegno Industriale dalla Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni dell'Università di Roma La Sapienza. Docente presso la facoltà di architettura di Palermo (1982-83), direttore didattico della Domus Academy, in seguito è stato professore alla facoltà di design del Politecnico di Milano dove attualmente insegna. Ha inoltre fondato con altri lo studio CDM (Consulenti design Milano), con il quale ha sviluppato numerose ricerche, tra cui il centro di colorimetria creativa Colorterminal e il Centro design Montefibre, con il quale ha vinto il Compasso d'oro (1979). Nel 1987 gli è stato conferito il Compasso d'oro per la sua attività. Coordinatore della sezione internazionale di design della XV Triennale, ha curato numerose mostre tra le quali ricordiamo Il design italiano negli anni Cinquanta (Noviglio, Milano, 1977) e Il design italiano tra il 1964 e il 1990 presso la Triennale di Milano (1990). Direttore dal 1983 al 1987 della rivista Modo, ha collaborato con le maggiori riviste di architettura e design. L'ampio contributo alla teoria e alla critica del design è in parte raccolto nei suoi numerosi scritti, tra i quali: Moderno, postmoderno, millenario (1980); La casa calda (1984); Pomeriggi alla media industria (1988); La crisi della qualità (1997); Introduzione al design italiano (1999); Itlia e Giappone: Design come stile di vita (2001). Tra i prodotti da lui disegnati in cui ha trasferito gli elementi salienti delle sue riflessioni teoriche, ricordiamo: Bauhaus 1 (1979) e Bauhaus 2 (1980), collezione sperimentale di mobili per Alchimia; il divano Century (1982) e la salsiera Labrador (1982), entrambi per Memphis; la collezione Animali domestici (1985) per Zabro; le sedie Aida e Armida (1987) per Zanotta; il divano Axale (1989) e la sedia Revers (1993) per Cassina; la fruttiera Solferino (2000) e la serie di decorazioni per vasi Genetic Tales (2000) per Alessi; il letto matrimoniale con testata a cornice (2002) per OAK; il tavolino a mensola Tano (2002) per Danese. È il padre di Orsola Branzi, in arte La Pina, rapper e presentatrice radiofonica e televisiva italiana.